La Qualità è una caratteristica del pensiero e dell'espressione che viene individuata mediante un processo non intellettuale. Il che significa che essa non può essere definita, perché definire è, appunto, un processo intellettuale. Se Qualità è 'ciò che piace' la Scienza non contempla l'esistenza di Qualità, soffre di una forma di pregiudizio nei suoi confronti.
Robert M. Pirsig
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16 marzo 2011

BIO - Strozzapreti di farro ai carciofi e pancetta di Suino Nero dei Nebrodi

Era da tempo che avevo voglia di degustare carne di suino nero poiché anche in Italia esistono razze autentiche dalle carni pregiate.
La carne del Suino Nero dei Nebrodi (BIO), si è mostrata con molta consistenza ed altrettanto carattere, autentico, e non il classico pezzo di carne suina anonimo da grande distribuzione.
La pasta adoperata è pasta di farro al 100% (BIO). Prodotta da CASINO DI CAPRAFICO.

Con due carciofi, mezza carota e della pancetta tagliata a listelle ho realizzato questo piatto di semplice realizzazione ma da un interessante impatto gustativo.

Già durante la preparazione pregustavo singolarmente i vari sapori che assemblati con la pasta e saltata quanto basta ha saputo stupirmi al punto da essere divenuto un piatto che sto preparando in diversi modi aggiungendo o sostituendo sempre qualche ingrediente ma questa, finora, mi sembra la combinazione più apprezzata.

I carciofi, una volta tagliati, li ho saltati in padella dove avevo già messo a rosolare in olio evo, uno spicchio di aglio successivamente eliminato e la pancetta.

Una volta soffritto il tutto, ho sfumato con vino bianco secco ed aggiunto delle carote tagliate a julienne.

Ho scolato la pasta un minuto prima rispetto ai tempi consigliati di cottura e saltati, una leggera spruzzata di pepe macinato all'istante ha completato la portata.

Per due persone:
140 gr strozzapreti al farro
2 carciofi
mezza carota
80 gr pancetta tesa
vino bianco
1 spicchio di aglio
Sale e pepe q.b.



Pasta al farro 100%
CASINO DI CAPRAFICO
Azienda Agricola Giacomo Santoleri
Piane di Caprafico
66016 Guardiagrele (CH)
website: http://www.casinodicaprafico.com/
e-mail: info@casinodicaprafico.com/

Prodotti di Suino Nero dei Nebrodi
SALUMIFICIO ROCCAFORTE
San Fratello (ME)
Tel. 328.8388752 - 328.6580843
e-mail: antoniomanasseri@hotmail.it

8 novembre 2010

Amatriciana

La storia della amatriciana a Roma e dintorni è abbastanza diffusa.
Ricetta che trova origine nella tradizione abruzzese, di Amatrice per l'esattezza (da cui il nome), da tempo è stata fatta propria dalle abitudini capitoline e non solo sostituendo dapprima gli strozzapreti con gli spaghetti ed infine nella più famosa variante romana con i bucatini.
Non rifacendomi alla preparazione tradizionale, ho apportato qualche modifica permettendomi di prepararla nel tempo necessario alla pasta di cuocere.
Visto l'utilizzo del pomodoro nella preparazione di questa portata, ho deciso di prender parte al contest organizzato da Il Pomodoro Rosso.
Come dicevo le variazioni consistono nell'aver utilizzato delle mezzemaniche corte rigate al posto degli spaghetti o bucatini ed aver sostituito il sugo di pomodoro con dei pomodori secchi di Pachino, messi a "riprendersi" per qualche minuto sotto l'acqua corrente, prima di essere asciugati con carta assorbente e buttati in padella dove ad attendere c'era il guanciale (che potete sostituire con della pancetta, magari affumicata) già ripassato nell'olio.
Ho omesso l'utilizzo del peperoncino preferendo una macinata all'istante di pepe nero prima della "spruzzata" finale, generosa, di pecorino romano.
E' anche catalogabile tra le ricette svuota frigo tant'è che quasi sempre tutti gli ingredienti sono disponibili in casa.
Al palato netta la distinzione del sapore del guanciale morbido, succulento dal pecorino e dalla pasta scolata al dente.

In abbinamento abbiamo degustato offida passerina DOC spumante di Tenuta Cocci Grifoni, passerina 100%, vitigno autocnono, genuino e che rappresenta il suo territorio in tutta la sua freschezza.
Spumantizzazione con metodo Martinotti, si presenta giallo paglierino, brillante con perlage persistente.
Al naso fragranza netta di pane e frutta bianca confermata al palato con freschezza finale e lunga persistenza.

22 ottobre 2010

Ricotta Romana DOP

Ero da tempo sulle tracce della ricotta di pecora romana DOP, qualche volta sono riuscito ad incontrarla con piacere, ma da così vicino era veramente da tempo che non mi capitava.
Da una ricerca sul web sono arrivato al caseificio "La Quercia" con il quale mi sono prontamente messo in contatto, per sapere dove poter reperire il prodotto su Roma.
Dopo un breve scambio di e-mail sono stato invitato a visitare il caseificio, dove mi sono recato con due amici.
Una volta sul posto non riuscivamo a credere ai nostri occhi, nell'immaginario un caseificio per tradizione è molto più simile ad una capanna, ad una stalla mentre stavolta ci siamo trovati difronte ad una struttura modernamente attrezzata nel rispetto di tutte le norme igienico-sanitarie e del disciplinare imposto dalla UE per la realizzazione della Ricotta Romana DOP.
Una lunga chiacchierata con il signor Ercole che ci ha gentilmente aperto le porte dello stabilimento, guidandoci nel cammino che intraprende il latte una volta giunto in caseificio fino a divenire prodotto finito (ricotta, caciotta, primosale) e mostrarci tutta la loro professionalità passo dopo passo.
Prodotti freschi, semi stagionati e stagionati fanno bella mostra negli ambienti di invecchiamento, dove sapienti mani si occuperanno di loro periodicamente.
La ricotta romana DOP è stato l'ingrediente base della cena di ieri sera.
Ricotta "indorata e fritta" accompagnata da un "brut" di Passerina di Offida.
Si è prestata, inoltre, adeguatamente alla preparazione di ravioloni con funghi porcini e tartufo abbinati ad un barbaresco 2003.
Funghi e tartufo anche per la tagliata di fracosta, che nel pomeriggio avevo ricevuto dalla "Tenuta Le Chiuse Di Reopasto", innaffiata da aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia.
Una leggera salata e scottata poi tenerezza e morbidezza hanno soddisfatto le nostre papille gustative.
Una caciotta invecchiata 15 mesi, sempre del caseificio "La Quercia", ha egregiamente accompagnato un barolo 2005 fino a fine pasto.
A chiudere caffè corretto con ricotta romana.


Non sono riuscito a fare scatti alle portate.

La Quercia srl
Via L. Einaudi, 80
Loc. Tavernelle Guidonia-Roma
(Via Tiburtina , km 19.300)
tel/fax + 39 0774.373741
tel. +39 0774.358054

Stamattina sulla mia scrivania per accompagnare biscotti di farina integrale e per correggere il caffè c'è questo:

6 aprile 2010

Budino fondente con torrone Sorelle Nurzia


Quando mi sono iscritto al blog 99 Colombe il 15 marzo ho rivissuto in pochissimo tempo la notte di un anno fa.
Appena tornato da Vinitaly2009, stanco dal viaggio in auto, arrivo a casa e mi metto a letto. Nemmeno il tempo di girarsi dall'altra parte che già il letto aveva tremato.
Ma la scossa delle 3.32 ha spostato il letto posizionandolo nel centro della stanza ed io già "recidivo" del 1980, quando fu molto più forte, subito mi resi conto della gravità della cosa, mi precipitai alla tv e a quell'ora soltanto un canale satellitare di news h24 poteva dare la notizia in diretta.
E così fu, in pochi minuti, il presentatore/giornalista (oggi lo giudicherei in modo differente) riceveva telefonate in diretta da persone che si trovavano nell'area interessata e già giravano numeri sui palazzi rasi al suolo, ma con il buio della notte la conta era impossibile, tutto da rimandare a domani.
Sprofondato sul divano ero paralizzato, e sì il terremoto ti blocca più dentro che fuori.
Dal giorno dopo le notizie sulla tragedia raccontavano di distruzione e morte.
Ad un anno da quel triste evento, ricostruzione o no a parte, C.A.S.E. e non case semplici da restaurare e recuperare, bisogna continuare ad andare avanti e lo spirito per alzare subito la testa ai miei amici Abruzzesi Forti e Gentili non è affatto mancato, tuttaltro.
99 Colombe, come già segnalato in precedenza, nasce con l'intento di aiutare un'azienda, Sorelle Nurzia, di l'Aquila, che da dopo il sisma ha avuto non poche difficoltà ad avviare di nuovo le produzioni. Tutto in calo ....
E quando i canali tradizionali di informazione non funzionano ecco che entra in scena la rete, il web, il mondo 2.0 di quel che fu il primo internet.
Stando alle notizie diffuse dagli organi di stampa il risultato sembra essere stato raggiunto, allo stabilimento in questo periodo il lavoro e le commesse non sono mancati, tanto da rimandare al periodo post festivo le ulteriori spedizioni di dolciumi.
Io ho deciso di partecipare a questa iniziativa con un dolce che annovera tra gli ingredienti il torrone bianco morbido di pistacchi e mandorle.
L'ho preparato nella seguente maniera:
ho realizzato un budino con cioccolata fondente, ho sciolto in una pentola dal fondo doppio e alti bordi un cucchiaio di mascarpone con 80 gr di torrone a fuoco vivo e nel mortaio ho pestato 8 biscotti amaretti classici.

Nel realizzarli ho riempito gli stampi con questo ordine:
1 cucchiaio di crema di mascarpone con torrone di mandorle e pistacchi, una manciata di amaretti pestati fino a che non fosse coperta la crema,
successivamente ho versato il budino ancora tiepido ed ho messo in frigo per 4 ore.


E che colombe continuino a volare

Paky

18 marzo 2010

Ziti spezzati con zucchine, pomodorini e ricotta salata

E' uno dei tanti primi piatti che prediligo soprattutto quando non molto tempo a disposizione da dedicare alla cucina.
Questa volta ho apportato delle modifiche sostituendo il formato della pasta visto che di solito utilizzo i sedanini rigati.
Prepararlo con la pasta spezzata è stato un piccolo salto nel passato, quando di domenica da nonna o il giovedì pomeriggio a pranzo con i miei (il negozio era chiuso) si pranzava tutti insieme. La gara per spezzarli la vincevano sempre i più piccoli e non sempre la maniera con la quale si spezzavano era gradita. Pareva sempre che sbagliavi, una volta troppo corti, una volta troppo lunghi.
Spezzare gli ziti, oggi, ammirare gli "scarti" e già pregustarli mentre li vedevo aumentare nel piatto dove li stavo spezzando mi ha messo ancora più voglia di ritornare alla pasta lunga.
La zucchina l'ho prima divisa a metà e poi in 4/4 ed affettata abbastanza sottile, i pomodorini semplicemente divisi in 4.
Un filo d'olio EVO in padella con uno spicchio d'aglio (asportato in seguito) e poi prima le zucchine, fino a che son dorate, poi i pomodori ed infine un pizzico abbondante di origano (quello fresco!).
Dopo una mantecata ho grattugiato della ricotta salata tolta dal frigo mezz'ora prima.
Il vino in abbinamento è un Montepulciano d'Abruzzo "CERANO 2005" di Pietrantonj.
140 gr ziti spezzati
1 zucchina
6 pomodorini
1 spicchio d'aglio
sale q.b.
origano
olio EVO
ricotta salata
Da questa volta inizio anche a scrivere, quando possibile, degli strumenti adoperati per la preparazione dei piatti. Elemento fondamentale per la preparazione di tutte le verdure è come si tagliano. Io utilizzo un coltello SANTOKU che mi semplifica tanto e i risultati sono soddisfacenti. Con molta semplicità (all'inizio va "dosata" la pressione che si esercita sul manico) si possono preparare e lavorare verdure senza "stravisarle".

16 marzo 2010

99 Colombe per 99 Cannelle


99 Colombe per 99 cannelle è un progetto ambizioso messo in piedi dalla blogosfera per sostenere una azienda storica aquilana ad un anno di distanza dal tremendo sisma che ha colpito l'Aquila e l'Abruzzo tutto nei suoi equilibri quotidiani.
L'impegno è quello di ordinare prodotti delle Sorelle Nurzia e di creare una ricetta che contempli almeno 1 ingrediente prodotto in quel di l'Aquila e di postare la ricetta in rete nella notte tra il 5 e il 6 Aprile p.v..
Il listino è il seguente

Faccio seguire anche un esempio di ordine.
Dove c'è scritto Ordine, mettete di seguito il vostro nome e C.F., tipo: Ordine di Paola Rossi e vostro codice fiscale.
In fondo, aggiungete di nuovo il nome e il cognome, l'indirizzo, un telefono dove trovarvi, a chi lasciare il pacco (segnalate se c'è un portiere, se il corriere deve telefonarvi prima ecc.).

Condizioni di vendita:
- Spese di trasporto, € 5,00 per ogni spedizione (ma se si superano i 150 €, la spedizione è gratuita).
- Pagamento: anticipato, oppure contrassegno.
- Consegna immediata.

Per il pagamento anticipato, potete fare un bonifico utilizzando questi estremi:

Sorelle Nurzia s.a.s.
BANCA POPOLARE DI SPOLETO
AGENZIA DI L’AQUILA
IBAN: IT 30 M 05704 03600 000000000050
SWIFT CODE / BIC: BPSPIT 3S

Per vedere i prodotti, andate sul sito www.sorellenurzia.it
Per ordini o info: mara.sorellenurzia@gmail.com

Tutto inizia da questa lettera scritta dalla responsabile commerciale della antica ditta del 1835 SORELLE NURZIA

"Cara Artemisia, cari amici ,
scrivo da L'Aquila e precisamente da dentro una casina di legno antisismica che è diventata la mia nuova dimora lavorativa dopo il terremoto. Il mio nome è Mara Marinangeli, mi occupo di Progetti Speciali, di strategie , di nuovi modi di inventare un modo di proporre il marchio Sorelle Nurzia che è l'azienda per la quale lavoro......non saprei dire onestamente che lavoro faccio da dopo il 6 aprile 2009 se non che invento ogni giorno la mia vita e quella di chi accanto a me ha deciso di non fermarsi e di far prevalere l'ottimismo innanzitutto.
Sarebbe illogico e falso se dicessi che va tutto bene ma la giusta ottica è quella che mi spinge a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e l'entusiasmo nel vivere la mia vita e nel cogliere le opportunità che questa tragedia ci ha messo davanti . Se si vuole vedere il nero qui ce n'è da ogni dove. Basta attraversare la strada davanti la fabbrica e ti trovi dentro Onna, dentro un paese fantasma dove i pullman di tutto il mondo vengono facendo tappa prima di arrivare a Pompei...più o meno i viaggi della tragedia ormai li dirottano tutti qui. Vai dentro un paese raso a suolo , ti accori, ti giri intorno e poi guardi le nuove casine della ricostruzione dove le persone sembrano statuine in un presepe finto , dove sembra che la normalità abbia ripreso il suo posto ma dove mancano all'appello due generazioni: quella dei ragazzi e quella dei bambini del paese.
Questo è quello che vedi dentro Onna ma che a specchio trovi in ogni paese che circonda L'Aquila. La mia città senza più il suo cuore pulsante, i suoi portici pieni di vita, le sue 99 chiese, 99 piazze, 99 fontane....senza la casa dove vivevo con la mia famiglia , le mie due bambine e mio marito. Casina antisismica di legno anche per la mia vita familiare. Molto poco in piedi di tutto ciò che ci aveva lasciato il passato ma tanta energia giovane è rimasta ad osservare ed a progettare il modo e tempo giusto e propizio per rialzarsi. Tra queste persone ci sono io con tutti i miei colleghi di Sorelle Nurzia che dall'11 maggio, appena sono tornati a riaccendersi i forni della fabbrica non abbiamo perso tempo siamo tornati a lavorare con una grinta incredibile. Il terremoto ci ha sorpresi in modo vigliacco, di notte, sorprendendoci nel sonno. Ci ha tolto tanto in 20 secondi dopo i quali abbiamo dovuto riorganizzare completamente le nostre vite ma abbiamo capito da subito che il lavoro ci avrebbe ridato la dignità e l'energia per non spegnerci dentro tanto dolore da cui eravamo circondati. La vita nelle tendopoli è stata un'esperienza di grande crescita. La condivisione degli spazi con persone sconosciute, la mensa con altre 250 persone con cui si pregava prima di mangiare, la scuola dei bambini conquistata con grande fatica pur di non permettere che vivessero come senzatetto lasciati senza una guida o un punto di riferimento di un'insegnante. Fare la fila per poter fare una lavatrice, non avere una parrucchiera per mesi. A ripensarci mi vengono i brividi ma sento che siamo stati eroici. Sorelle Nurzia ha fornito dentro le tendopoli le colazioni per tanti sfollati, io andavo a contare i cartoni nelle tende-mensa per fare un minimo di inventario ed aiutare la Protezione Civile, la Croce Rossa o le Misericordie che gestivano i campi a fare i rifornimenti ed agevolarli negli scarichi dei prodotti . Chiudono le tendopoli e arriva il Natale folgorante del 2009 con la solidarietà di tutto il mondo che ci ha cercati e sostenuti acquistando i nostri torroni e panettoni. Ma il momento più temuto non si è fatto attendere ed è stato gennaio dove è arrivato lo stop fisiologico nel quale l'azienda ha avuto un calo di commesse. Non esistendo più il mercato locale del centro storico si sono fermate automaticamente le vendite dei nostri favolosi biscotti che fornivamo nelle enoteche, nei bar, nei negozi specializzati, negli alimentari o nei centri commerciali. Non ho paura ma mi rendo conto che senza L'Aquila ho bisogno di trovare un indotto commerciale fuori questo territorio dolorante dove la ripresa sarà lenta e faticosa. Quindi internet che mi permette ogni giorno di conoscere tante persone tra le quali i foodblogger , un gruppo di originali appassionati del mondo del cibo. Ho 41 anni ed ho sempre lavorato nel marketing, guidata da studi accademici che mi facevano camminare quasi su un territorio tracciato da altri. Dopo il 6 aprile mi sento un'esploratrice, una pioniera che cerca, curiosa, osserva luoghi e mosse come se fossi la prima a scendere su un'isola deserta. Ripartire , o meglio risorgere dopo un sisma catastrofico dove non hai più neanche un punto di riferimento in piedi è davvero difficile ma allo stesso modo affascinante. Quando hai bisogno di ago e filo e sei costretto a chiederlo a qualcuno che te lo deve portare da Roma il giorno seguente capisci che devi ripartire da zero e se sei coraggioso fai finta di niente e riparti altrimenti fai le valige e decidi di tornare dopo un paio di anni quando qualcuno al posto tuo avrà provato a riattaccare i pezzi di un puzzle.
Noi abbiamo deciso di rimanere non senza vivere momenti di grande sconforto ma Sorelle Nurzia è stata la nostra ancora, un transatlantico che è uscito fuori rotta , ha imbarcato un pò d'acqua ma poi grazie a chi stava al timone ha ripreso la via, cercando di non guardarsi mai alle spalle e sostenendo chi aveva momenti di cedimento. Ora siamo migliori di prima, sicuramente persone diverse ed orgogliosi di non aver mai abbandonato la nave. Anzi....
Nuova vita...nuovi modi di lavorare e produrre. Lavorare sulla destagionalizzazione di Sorelle Nurzia è stato il mio primo pensiero , uscire dal binomio Sorelle Nurzia uguale torroni uguale Natale ma piuttosto Sorelle Nurzia ......tentazioni tutto l'anno.
Ho letto , non so dove, che quando ci sono grandi avvenimenti catastrofici , situazioni negative che cambiano la vita, di contro ci sono nuove risorse che lo spirito di sopravvivenza ti spinge a tirare fuori . Forse è propri dietro questa filosofia che è uscita la nuova linea di Sorelle Nurzia che propone la Pasqua con colombe, pizze di Pasqua prodotte con patate locali e lievitate 2 giorni, uova di cioccolato realizzate con il nostro cioccolato del torrone e ovetti confettati, praline di ogni tipo, amaretti, cantucci al pistacchio e tanti tanti altri prodotti da forno.
Vi invito quindi a visitare il nostro sito www.sorellenurzia.it, anzi , mi piacerebbe invitarvi in fabbrica qui da noi per conoscerci e visitare un pezzettino dell'Aquila produttivo e pieno di vita!!!
Se poi siete interessati a qualche prodotto o alla nostra linea di biscotteria potete contattarmi , sarò lieta di darvi ogni consiglio o chiarimento."


Vi abbraccio

Mara

PS: ti prego di tagliare modificare togliere limare insomma accorciare se serve. Sono stata un pochino prolissa ma sinceramente io sono così, mi piace comunicare e visitando il vostro mondo che tu mi hai presentato perchè mi era un tantino sconosciuto ho avuto quasi un incontro con tanti amici.
(Dr.ssa Mara Marinangeli Resp. Progetti Speciali Sorelle Nurzia L’Aquila mara.sorellenurzia@gmail.com)


Come sempre disponibile a mettere su un G.A.S. e per distribuire i prodotti. Neapolitancook

22 febbraio 2010

Tapas


Tapas, finger food, stuzzichini, spuntini.
Stasera voglia di sfizio e di qualcosa di poco impegnativo, con colori e profumi a riempire la cucina.
Tortino di patate abruzzesi con crema di peperoni verdi (friggitelli in Italia, puparulilli a Napoli) e crostino con peperoni e cipolla.

Nel completare il piatto, mi son detto la prossima volta il tortino di patate sarà con un pesce.

Abbinamento alle portate "Pecorino" IGT, Italo Pietrantonj.

Per la preparazione delle portate ci sono voluti 60 minuti.

Ingredienti per 2 persone:
2 patate medie
1 noce di burro
6 friggitelli
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1/2 cipolla
olio EVO
prezzemolo q.b.
2 fette di pane bruschettato

20 febbraio 2010

Altopiano delle Cinque Miglia

Percorrere l'altopiano delle Cinque Miglia alle 22.00 di venerdì, per raggiungere chi era già a cena è stato come lanciare la volata finale per aggiudicarsi il primo premio e per noi il trofeo sarebbe stato una cena calda.
Arriviamo al ristorante "Antica Pesa" e dopo aver salutato otto gambe femminili che sono ad ingentilire le 4 in legno di un tavolo con sopra una bottiglia ormai vuota di Montepulciano doc di Masciarelli, chiediamo se .... ma un gesto repentino del gestore, che era alle nostre spalle, e poche parole: "ci dispiace ma ...." e sapessi a noi quanto "ma ....", ci obbligano quindi ad optare per un diverso ristorante, nemmeno 1 tagliere di affettati, una terrina, un .... niente.
Ci dirigiamo quindi al ristorante "La fattoria" di Roccaraso ricordando che, gli altri anni, di solito a quell'ora ancora funzionava la cucina.
Cordiale accoglienza, cantina abbastanza fornita e ambiente curato e studiato al piano terra, strutture dei primi anni '70 al piano inferiore, capiente il salone.
Nell'ordine arrivano le seguenti portate: Pecorino del Gran Sasso, entrecôte rucola e tartufo, salsiccia alla brace, verdure.
Nei calici Montepulciano d'Abruzzo Cataldi-Madonna.
Ai dolci invece abbiniamo un passito bianco PLAISIR 2008 colline pescaresi di Zaccagnini. Il conto è pari alle portate.
Nei giorni a venire qualche cena a casa con pasta fresca, ravioli, cazzarelli, garganelli, acquistata nel cuore di Roccaraso, presso il pastificio "D'Altori".
A concludere il fine settimana lungo in Abruzzo una visita al punto vendita di un caseificio a Rivisondoli (piacevole il formaggio Medioevo con cannella e fiori di garofano e le scamorze fresche affumicate di Rivisondoli con la loro morbida burrosità) nonché un pranzo a Pescocostanzo (AQ) al ristorante "Il setaccio", calda è l'accoglienza, ma come ci viene confermato dal proprietario, sig. Silvano, quello è un posto dove si mangiano bene i primi piatti e allora via di polenta sugo e salsiccia, ravioli burro e salvia (in foto), ravioli al sugo abruzzese, tagliatelle fresche all'uovo con funghi. Ancora Montepulciano d'Abruzzo "Masciarelli" DOC 2007. Effettivamente aveva ragione il sig. Silvano anche se nell'assaggiare un pò di ricotta che mi sono fatto servire separatamente, in anticipo, al tavolo, qualche perplessità mi è venuta. Ma le mani sapienti della moglie fanno cadere i dubbi sulla freschezza della pasta preparata all'istante quando fai capolino dietro la tenda.
Tra i dolci, non equiparabili ai primi piatti, menzione solo alla panna cotta.
E' gradita la prenotazione, no credit cards, no caffè, cantina poco fornita(Masciarelli DOC 2007, Zaccagnini "linea Tralcetto" DOC 2007, Nicodemi 2008).

Casearia Del Giudice Giovanni & C. Snc
Via Fonticella, 69
67036 Rivisondoli (AQ)
Tel: 0864 69 115

Vineria - Ristorante La Fattoria
Strada SS. 17 Km. 139
67037 Roccaraso (AQ)
Tel/Fax: 0864.62980

Pasta fresca all'uovo D'Altorio
di D'Amicone Elia
via Giuseppe Morcone, 4
67037 Roccaraso (AQ)
Tel: 0864.62398

Ristorante "Il Setaccio"
di Silvano Di Geronimo
Via Ottavio Colecchi, 33
67033 Pescocostanzo (AQ)
Tel: 0864.641369

18 febbraio 2010

Vinoteca Italo Pietrantonj


Fare visita a Vittorito, alla Vinoteca dell'Antica Casa Vitivinicola Italo Pietrantonj è stato un vero piacere.
Località piccolissima nascosta tra Raiano e la via per Popoli, è il classico posto che quasi non ti aspetti.
Dedali di viuzze e poi campi su campi votati a viticoltura ai piedi del paese, raggiunto da una strada secondaria poichè seguendo le indicazioni stradali per Vittorito abbiamo trovato la strada principale interrotta.
Giunti in centro, prima di chiedere indicazioni per arrivare in azienda, un cartello che recita Vinoteca ti fa capire di essere arrivato alla meta facilmente.
Dai silos d'acciaio in bella vista arriva il profumo inconfondibile del Montepulciano, quello d'Abruzzo.
Una volta varcata la soglia della Vinoteca, l'accoglienza è calda per quattro metropolitani sulla via del rientro dal fine settimana trascorso in quell'Abruzzo forte e gentile che sempre stupisce.
Dopo una breve chiacchierata, iniziamo la degustazione con il Montepulciano della linea Cerano (il Cerasuolo l'abbiamo portato a casa in attesa di esser degustato), alla mescita già osservando il corpo rosso porpora brillante si intuisce che questa è la classica espressione "genuina" del Montepulciano d'Abruzzo, una nota marascata che induce masticazione, vinosità e buona acidità ma quello che maggiormente ci stupisce è il carattere deciso e i profumi del Pecorino IGT.
Questo è un vino che al naso arriva deciso con l'ampio bouquet di fiori gialli e di frutta esotica matura. Ti fa immaginare ampie distese dei pascoli d'altura con i suoi erbaggi e in bocca arriva una sensazione di polpa che conferma quanto già sentito al naso con elegante sapidità e mineralità che donano una piacevole chiusura.